Il blog di Maria Lucia Ercole - tutor e coach Progetti LIM e Cl@ssi 2.0 Scuola DIGITALE (MIUR - ANSAS INDIRE)

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12 gennaio 2014

SYMBALOO: la raccolta personale di risorse sulla Rete

Condivido l’articolo apparso il 6/1/2014  sulla webzine Insegnanti 2.0

SymbalooDa diversi anni utilizzo come pagina iniziale della  mia navigazione in Rete, in sostituzione di iGoogle,  Symbaloo.

Si tratta di un sito web, raggiungibile all’indirizzo www.symbaloo.com, che raccoglie in pagine chiamate WEBMIX, risorse trovate sulla Rete e raccolte sotto forma di “riquadri” , detti TILE ,  organizzati a piacere dall’utente. E’ un  sevizio in puro stile web 2.0, gratuito, disponibile anche in italiano,  privo pubblicità e multidevice. E’ infatti utilizzabile sia su laptop che  su smartphone o tablet, scaricando le rispettive App da Google play (per Android)  o iTunes (per Apple).

Ogni Webmix contiene nei suoi Tile link a siti o a qualsiasi altro tipo di file (video, immagini, file musicali,  pdf, documenti

Symbaloo

l, etc..) purché  salvato sulla rete (nel  cd. cluod: Google Drive, Dropbox, Box, Skydrive) e identificato da un indirizzo  URL univoco. In questo modo ogni accesso alle risorse che più ci servono è immediato e facilitato. Ogni Webmix può esser anche condiviso: ciò significa che chiunque può mettere in condivisione un proprio webmix, così come può aggiungere ai propri, i Webmix creati da altri che ne autorizzano la pubblicazione.

Molte le risorse  in italiano presenti in Rete, utili  per iniziare :

Il canale YouTube Ufficiale Symbaloo Start Simple offre un’ampia rassegna di tutorial (in inglese) aggiornati con cadenza settimanale ( i cosiddetti Tuesday Tutorial ) e raccolti,  ovviamente,  in un Webmix condiviso.

22 dicembre 2013

Gli studenti del Majorana in finale alla Zero Robotics 2013

Gli alunni delle classi quinte di Informatica dell’ ”ITI E.Majorana” di Grugliasco hanno partecipato alla competizione mondiale tra gli studenti degli USA e dell’Europa, denominata “Zero Robotics” e organizzata dal Massachusetts Institute of Technology(MIT), dall’ESA Agenzia Spaziale Europea e al Politecnico di Torino.

Il torneo quest’anno ha avuto una grande partecipazione di scuole italiane provenienti da tutte le regioni e di almeno 15 scuole di varie nazioni europee (Francia, Olanda Germania, Polonia ecc.).

Alla fine della gara l’alleanza del Majorana di Grugliasco è riuscita a qualificarsi come prima nella classifica europea e prima perfino nella classifica mondiale, scavalcando nel punteggio le alleanze USA!

Per approfondire leggere il post apparso su DSCHOLA  : http://www.dschola.it/2013/12/04/gli-studenti-del-majorana-vincono-la-zero-robotics-2013/

Congratulazioni a tutti!

26 novembre 2013

Arriva Creative Commons 4.0, ecco cosa cambia

Immagine 001

 

Segnalo post da WIRED che riprende l’annuncio odierno apparso sul blog di CRATIVE COMMONS

“Il Creative Commons si rinnova, e lo fa col rilascio di una nuova versione delle proprie licenze. L'organizzazione non profit che gestisce le licenze di diritto d'autore ha infatti rilasciato la versione 4.0 delle Cc, frutto di un lavoro durato due anni, per permettere – scrivono gli stessi sviluppatori – la condivisione e il riutilizzo del materiale in licenza Cc in modo più user-friendly, semplice e affidabile che mai”

Si è ovviamente aggiornato anche il tool che permette di indicare la licenza di siti, blog, etc…

20 ottobre 2013

Gratis LIMone - Manuale illustrato per iniziare ad utilizzare la Lavagna Interattiva Multimediale in classe (Insegnare con la LIM)

E' da oggi scaricabile gratuitamente il manuale che avevo segnalato in un post precedente. Lo si può scaricare dal sito Amazon.
Il manuale, in formato Kindle,  può esser letto anche su PC scaricando l'apposita applicazione gratuita KINDLE PER PC (solo per sistema operativo  Windows)

17 ottobre 2013

Ma cosa ne pensano i docenti sulle LIM'

Posto un articolo apparso il 12 Aprile 2012 su Sky TG24 a firma di Valeria Valeriana, reperibile qui 

Scuola, sì alla lavagna digitale. I prof: "Serve formazione"


Scuola, sì alla lavagna digitale. I prof: "Serve formazione"
L’editore Pearson ha commissionato a Eurisko una ricerca sull’uso delle lavagne multimediali nelle classi italiane. Dai primi risultati emerge che gli insegnanti intervistati non hanno dubbi: “Non torneremmo mai indietro”. Ma chiedono più aggiornamenti.
Promossa con la media dell’8. Almeno per ora. La Lim, lavagna interattiva multimediale, è sempre più protagonista della scuola italiana che, al di là dei problemilegati ai precari, alla sicurezza degli edifici, alla mancanza di fondi, continua a investire nelle nuove tecnologie. Eurisko, su mandato del gruppo editoriale Pearson, sta conducendo la prima ricerca sull’uso di questo strumento nelle scuole medie italiane. I docenti coinvolti sono circa 300. L’obiettivo è quello di seguire l’evoluzione della Lim da quando viene collocata nell’istituto e di vedere quali sono, nel tempo, le ricadute che ha sulla didattica. La lavagna elettronica è uno dei punti fondamentali del progetto “Scuola digitale”, avviato dal governo Berlusconi nel 2009. L’introduzione della Lim, in realtà, è iniziata nel 2006, ma è solo negli ultimi due anni che il numero di dispositivi negli istituti italiani è aumentato in modo consistente. Secondo i numeri del ministero dell’Istruzione, a settembre le lavagne installate erano quasi 30mila. A queste vanno aggiunte le Lim acquistate direttamente dalle classi, senza passare dal Miur. Dai primi dati della ricerca Eurisko emerge che i docenti giudicano efficace questo strumento. Anche se, ammettono, hanno paura di non saperlo dominare e avrebbero bisogno di più formazione. Nonostante qualche dubbio, però, il 90 per cento degli intervistati è d’accordo: “Non torneremmo mai indietro”.
Lo studio commissionato dalla casa editrice rientra nella campagna “Pearson imparare sempre”: partita ai primi di aprile, prevede una serie di iniziative (tra cui un magazine, una newsletter e un’agenda scolastica per smartphone) che hanno lo scopo di mettere in contatto il mondo della scuola con la società e i cittadini. 

La ricerca. “Il punto di vista della nostra ricerca, a carattere sperimentale e di durata biennale, è quello degli insegnanti della scuola media – dice Elena Cappelletti, che sta seguendo lo studio per Eurisko –. Anche se l’obiettivo, in futuro, è quello di estendere il progetto anche alle scuole superiori e al punto di vista degli studenti. Abbiamo un campione rappresentativo di 250\330 docenti distribuiti in tutta Italia. Hanno risposto al questionario sulla Lim tra febbraio e marzo. Dovranno compilarlo ancora a giugno e poi in autunno, per vedere come cambia nel tempo la loro esperienza con la lavagna multimediale”. L’età media degli insegnanti coinvolti è 48 anni, l’anzianità media d’insegnamento 17. “Sono emersi tre gruppi di docenti – continua Cappelletti –. Il primo (35%) è quello più in difficoltà, formato da gente che ha un approccio ridotto alla tecnologia. Il secondo (29%) è abbastanza digitalizzato e, usando la tecnologia, crea da sé il materiale per le lezioni. Il terzo (35%) non ha una passione personale per la tecnologia, ma ne riconosce il valore a scuola e ne fa un uso mirato”. La maggior parte degli insegnanti (70%), qualunque sia il grado di digitalizzazione, usa aggettivi positivi per descrivere la propria esperienza con la Lim. Solo il 30 per cento parla di “paura di non saperla gestire”, “preoccupazione”, “titubanza”. 

La Lim e gli studenti. Due delle accuse che in genere vengono mosse alla lavagna elettronica sono quelle di banalizzare la lezione e di distrarre i ragazzi. La ricerca, invece, non mette in luce queste paure da parte dei docenti (solo il 5% lamenta di perdere l’attenzione di una parte degli studenti). L’85 per cento dei professori intervistati sostiene che insegnare, oggi, è molto più difficile di un tempo e che la Lim, nel quadro attuale, rappresenta un’opportunità. Questa lavagna, spiegano, riesce a catalizzare di più l’attenzione degli alunni, a coinvolgere anche i ragazzi stranieri che ancora non capiscono bene la lingua, a gestire meglio chi ha difficoltà a livello di apprendimento. Farla accettare dalla classe è stato “molto facile” per il 72 per cento dei professori. “Curiosità”, “entusiasmo”, “meraviglia”, “stupore”, “euforia”, “felicità”, “interesse”, sono le parole più usate dai docenti per descrivere le reazioni degli studenti davanti alla Lim. Reazioni che, dicono, non erano più abituati a vedere nelle scuole. 

I primi bilanci. Quello che viene fuori dalla prima ondata di questionari, quindi, è un bilancio positivo. I docenti dichiarano che per loro è più impegnativo fare lezione con la Lim ma che, insieme al proprio carico di lavoro, aumenta anche il rendimento e l’intereresse dei ragazzi. In media viene gestito con la lavagna multimediale il 49 per cento del tempo in aula. Quasi tutti i professori (91%) la giudicano adatta a ogni materia e descrivono come “molto o abbastanza positivo” il suo impiego. “ I docenti – spiega l’Eurisko – hanno anche dato i voti a questo strumento e alle sue ricadute didattiche. Le pagelle sono state altissime, con voti sopra l’8 di media. Il voto più basso, 6 e mezzo, è sulla semplicità d’impiego”. 

Serve più formazione. Uno dei problemi sollevati dai docenti coinvolti nella ricerca è, appunto, quello della formazione. Il 91 per cento dichiara di aver partecipato a dei corsi, ma il 79 per cento vorrebbe farne altri. “Quando chiediamo di valutare il proprio senso di efficacia nell’uso della Lim – dice Elena Cappelletti – i voti sono bassi. Un giudizio tra ottimo e buono se lo danno solo il 35 per cento degli insegnanti”. A spiegare quali sono i timori maggiori dei professori ci pensa Massimiliano Abbritti, coordinatore del Progetto Formazione Lim di Pearson italia (una squadra di 27 persone che nell’anno scolastico 2011\2012 ha insegnato a usare la lavagna a quasi 20mila docenti). “Personalmente ho formato circa 8mila insegnanti – dice Abbritti –. Ci sono due caratteristiche comuni a tutti: l’esigenza di mantenere alta l’attenzione, la motivazione e il coinvolgimento degli alunni, e la paura del divario digitale tra le generazioni”. Quest’ultimo tema è uno dei più discussi durante i corsi di formazione. L’età media degli insegnanti che partecipano, spiega Abbritti, è tra i 45 e i 55 anni. “È capitato che qualcuno mi dicesse: ‘Non ho mai acceso un computer in vita mia, come faccio a usare la Lim?’. Oppure che qualche docente più tradizionalista partisse dubbioso: ‘Non credo possa servire per le mie materie’. Ma alla fine del corso, dopo aver toccato con mano la lavagna multimediale, la maggior parte della gente ne capisce la semplicità e i vantaggi e se ne innamora”. La preoccupazione più grossa degli insegnanti, secondo Abbritti, è che il computer vada in crash o che la classe si accorga della scarsa capacità tecnologica. “Il consiglio che diamo è quello di farsi affiancare dagli studenti e di lasciarsi aiutare nelle cose tecniche. In questo modo gli alunni si sentiranno più coinvolti e i prof più sicuri. Attenzione, però: a meno che non si tratti di un’interrogazione, mai monopolizzare il lavoro con la Lim su pochi ragazzi altrimenti si perde il resto della classe”. Come in tutte le cose, poi, a dare sicurezza agli insegnanti è l’esercizio, l’uso costante della Lim. Dalla ricerca Eurisko, però, risulta che solo il 39 per cento dei docenti ha a disposizione lo strumento nella propria aula. Il resto deve condividerne pochi esemplari, spesso uno, con tutta la scuola. E così, la cara vecchia lavagna in ardesia fa ancora bella mostra di sé sui muri delle classi (l’ha rimossa solo il 12% dei professori)

Editori, studenti, banda larga e Apple: mai più fondi statali per le LIM

Dall'intervista al Ministro Carrozza del 2 Ottobre pubblicata qui in versione integrale

Ma quello che posso dire è che non voglio monopolisti. Non ho in mente una esperienza piuttosto che un’altra di scuole digitali. Ma non voglio che ci sia una scelta che obblighi tutti ad avere la stessa piattaforma. Questo mi fa orrore! Per esempio io ho una LIM (lavagna interattiva multimediale) nella mia stanza, la vede? Quella lì. L’ho voluta provare per capire personalmente. E la trovo una cosa massiccia, grande, che è difficile spostare da una stanza all'altra  E mi dico: ma perché non dotiamo le scuole di un fondo per comprarsi la lavagna, o il proiettore – o ancora dieci proiettori con i soldi di una lavagna – della marca che loro ritengono più adatta?
Mi sta dando una bellissima notizia, personalmente: vuol dire che la finirete di spendere soldi in LIM. 
Ma sì, io penso che quel filone sia finito. Sì.
E che fine fanno tutte quelle che il MIUR ha pagato a peso d’oro negli anni scorsi?
Chi le ha le usa. Ma è finita l’epoca in cui si acquistano piattaforme di Stato, questo è il punto.